venerdì 10 aprile 2009

Alla sofferenza infinita di coloro i quali avranno una S. Pasqua nelle tende. Mandiamo un SMS al 48580 per donare 1 euro.

LUTTO NAZIONALE

per le vittime del terremoto in Abruzzo 6/04/2009

lunedì 9 febbraio 2009

CHE L'UOMO NON OSI SOSTITUIRE IDDIO.


Lunedì 09/02/2009.


Eluana Englaro è morta. Dio ha deciso contro il volere dell'uomo.

Ci auguriamo che ciò possa far rinascere il senso del rispetto del volere di Iddio e far ridimensionare il senso umano dell'onnipotenza.

Un abbraccio fraterno desideriamo rivolgerlo ai genitori che hanno affidato a Dio la cura della propria creatura.

Dolce appare il pensiero che Eluana abbia voluto raggiungere l'Alto Padre per rasserenare l'animo dei propri genitori i quali, secondo noi, hanno patito lo sciacallaggio reciproco dei contrapposti poteri politi.

BASTA. Ora ADOREMUS e preghiamo per Eluana.

Ciao cara Eluana, intercedi per noi presso l'Eterno affinchè abbia pietà dei nostri peccati.

Un bacio grande ed... ETERNO RIPOSO.

martedì 11 novembre 2008



I dati del rapporto «Sos impresa» di Confesercenti: Mafia Spa, attività da 130 miliardi l'anno



Usura in crescita: le vittime sono 180mila

La principale fonte di guadagni è il traffico di droga, con 59 miliardi. Poi armi, contrabbando, tratta di persone
ROMA 11 novembre 2008 - Cosa Nostra, 'Ndrangheta, Camorra e Sacra Corona unita, unite sotto la provocatoria sigla Mafia Spa, hanno fatturato quest'anno circa 130 miliardi di euro, con un utile che sfiora i 70 miliardi al netto degli investimenti e degli accantonamenti. Il dato emerge dal rapporto «Sos impresa» di Confesercenti, titolato «Le mani della criminalità sulle imprese». Al primo posto degli introiti della Mafia Spa ci sono i traffici illeciti, che fanno segnare un attivo di 62,80 miliardi di euro. La principale fonte di guadagni resta il traffico di droga, con 59 miliardi di euro, mentre armi e altri traffici costituisco 5,80 miliardi dell’attivo, il contrabbando 1,20 miliardi e la tratta degli esseri umani 0,30. Ancora: 21,60 miliardi di euro arrivano dalle "tasse mafiose", ovvero racket (9 miliardi) e usura (12,60 miliardi); da furti rapine e truffe un miliardo.
APPALTI E SCOMMESSE - L'attività imprenditoriale porta in bilancio 24,70 miliardi di euro di attivo: appalti e forniture pesano per 6,50 miliardi, agromafia 7,50 miliardi, giochi e scommesse 2,40 miliardi, contraffazione 6,30 miliardi, abusivismo 2,2 miliardi. Un mercato emergente che inizia a dare un importante giro di affari è quello delle ecomafie che pesa per 16 miliardi di euro, marginale invece il giro della prostituzione che frutta solo 0,60 miliardi mentre da proventi finanziari ne arrivano 0,75. Dal totale di 130 miliardi di fatturato ne vanno sottratti 60 di passività: 1,76 per stipendi di capi, affiliati, detenuti e latitanti, 0,45 miliardi per la logistica; per la corruzione la criminalità organizzata spende 3,8 miliardi, altri 0,70 servono per le spese legali; negli investimenti vanno 30 miliardi, nel riciclaggio 22,50 e 7,50 in accantonamenti. Il solo ramo commerciale, che incide direttamente sul mondo dell’impresa, ha ampiamente superato i 92 miliardi di euro, cifra intorno al 6% del Pil nazionale.
ATTIVITÀ FRUTTUOSE - Ogni giorno una massa enorme di denaro passa dalle tasche dei commercianti e degli imprenditori italiani a quelle dei mafiosi, qualcosa come 250 milioni di euro al giorno, 10 milioni l’ora, 160mila euro al minuto. Il settore più in crescita, che pesa sulle imprese per 32 miliardi di euro, è quello dell’usura: aumentano gli imprenditori colpiti, sale la media del capitale prestato e degli interessi restituiti nonché dei tassi di interesse applicati, facendo lievitare il numero dei commercianti colpiti a oltre 180mila, con un giro d’affari intorno ai 15 miliardi di euro. Stabile il giro del racket delle estorsioni, dove rimane sostanzialmente invariato il numero dei commercianti taglieggiati, 160mila, con una lieve contrazione dovuta al calo degli esercizi commerciali e all’aumento di quelli di proprietà di malavitosi. Cala il contrabbando, in parte sostituito da altri traffici, mentre cresce il peso economico della contraffazione, del gioco clandestino e delle scommesse.
I NUMERI DEL PIZZO - Un capitolo del rapporto è dedicato al pizzo a Palermo e Napoli. Con degli esempi: un euro per tenere un banco al mercato a Palermo, tra i 5 e i 10 a Napoli; un massimo di 500 euro per un negozio, ma se è elegante o nel centro il prezzo sale a mille. Se si possiede un redditizio supermercato servono almeno 3mila euro, che possono arrivare anche a 5mila; per un cantiere la somma da sborsare a Palermo è di 10mila euro. I soldi versati hanno superato abbondantemente i 6 miliardi di euro: numeri che rapportati alla crisi economica diventano sempre più insopportabili per le imprese, molte delle quali preferiscono chiudere o cambiare città piuttosto che denunciare il malaffare. I commercianti taglieggiati sono circa 150mila, comunque meno di quelli che finiscono vittima degli usurai (180mila). In questo campo, gli interessi praticati dalla criminalità superano il 10% mensile. Nel complesso il tributo pagato dai commercianti supera i 15 miliardi di euro. Un terzo degli imprenditori coinvolti si concentra in Campania, Lazio e Sicilia, ma preoccupa anche il dato della Calabria, il più alto nel rapporto attivi/coinvolti. A Napoli nel 2007 si sono registrati più fallimenti (7,2%, il 15% del totale nazionale).
TRUFFE ALIMENTARI - Un altro settore molto inquietante (e in crescita) è quello delle truffe alimentari: falsificazione di date di scadenza sulle etichette di prodotti, macellazione clandestina e riconfezionamento abusivo di alimenti andati a male minacciano la salute degli italiani. Il rapporto «Sos impresa» indica che nel 2008 i sequestri effettuati dai carabinieri dei Nas relativi ai generi alimentari sono aumentati del 93% rispetto al 2007. Il valore dei sequestri tra il 2005-2007 è stato di 7,8 milioni di euro, mentre nei soli primi otto mesi del 2008 si è raggiunta la cifra di 15,1 milioni. Infine, anche le ricariche telefoniche sono diventate un business per la malavita. «Dopo la scoperta di una truffa di 50 milioni di euro nei confronti di Tim, le indagini hanno portato alla luce una vasta organizzazione criminale che vede coinvolti gruppi pachistani, clan camorristici e un folto numero di imprese che gestiscono servizi telefonici a pagamento» si legge nel documento.
Dai dati di "SOS IMPRESA" emerge un quadro inquietante che attanaglia la ns. Nazione, anche alla luce dei dati odierni relativi alla situazione economica mondiale.
E' doveroso rilevare che i dati sono allarmanti specie se rapportiamo la MAFIA S.p.A. alla crescita del rischio di credito delle PMI italiane.
Invero, alla luce del "Credit Crunch" che le Banche stanno ripercuotendo sulle imprese, tale fenomeno rischia di accrescersi nettamente, con la felicità dell'intera compagine societaria di MAFIA S.p.A.
Essendo soggetti con una minima funzionalità celebrale riusciamo a comporre la seguente equazione:
- Debiti aziende : Banche che non concedono credito = Soldi sporchi : MAFIA !!!
Orbene crediamo sia auspicabile e non procrastinabile un poderoso intervento dei ns. governanti affinchè, con i circa 18 MLD di €uro di patrimonializzazione governativa concessi agli istituti di credito in dissesto finanziario per i propri strapagati MANAGER ?!?!?! (coloro i quali hanno speculato in maniera indecorosa con i risparmi degli italiani piazzando "pacchi" quali i Bond Argentini, i Bond Parmalat, ecc.), si possa creare un fondo di garanzia anche per le PMI e non solo per le MEGA IMPRESE ITALIANE.
E' da chiarire che la maggior parte delle famiglie italiane vive grazie agli stipendi delle PMI italiane e non delle HOLDING internazionali.
Solo in questa maniera si "proverà" ad arginare il fenomeno mafioso, ricercando la certezza della pena e la "VERA" tutela di coloro i quali non amano l'omertà.
Signori Governanti, capiamo la tutela per le quattro maggiori cariche dello Stato, capiamo il bisogno di una compagnia aerea italiana, capiamo un opposizione inesistente, capiamo i Vs. stipendi mensili pari a quelli di un anno di lavoro di un operaio medio ma Vi chiediamo di porre la massima attenzione al problema prossimo della fame degli italiani.
MAY DAY ITALIA !!!!

lunedì 6 ottobre 2008

CROLLANO LE BORSE E IL FENOMENO MAFIOSO GIOISCE !!!

(Teleborsa) - Roma, 6 ott - E' davvero un lunedì nero per Piazza Affari, che, non solo manda in fumo miliardi di capitalizzazione, ma risulta essere fanalino di coda dell'Europa.
Già in apertura gli investitori hanno mostrato una notevole sfiducia e sopraffatti da un sentimento tutt'altro che positivo, sono tornati a vendere.
I listini di Milano sono rimasti impantanati in territorio negativo, a metà riunione, sulla scia dei rinnovati spettri che aleggiano nell'aria riguardo la situazione finanziaria globale.
Lo scetticismo, infatti, prevale sugli operatori, che sembrano non aver accolto con fiducia l'approvazione da parte della Camera statunitense del Piano Paulson da 700 mld.
Intanto, neanche la notizia proveniente dalla Germania, dove il Governo ha stanziato 50 mld di euro per la Hypo Real Estate in difficoltà predisponendo, inoltre, un Piano per i depositi, sembra avere grandi effetti sui mercati.
Il clima si appesantisce ancora di più dopo l'apertura negativa della borsa di Wall Street, dove il DJ è sceso al di sotto dei 10.000 punti (soglia che non toccava da quattro anni).
Il mercato valutario intanto vede l'euro scivolare sempre più nei confronti del dollaro: il cambio euro/ dollaro si attesta ora a 1,3522. Mentre il prezzo del petrolio scende a 90,09 usd al barile.L'indice Mibtel archivia gli scambi con un tonfo dell' 8,24% a 17976, l'S&P/Mib crolla dell'8,24% a 23776, il Midex scivola dell'8,21% a 20624 punti.
L'All-Star, fa meglio degli altri listini con un -5,74% a 9938 punti.
Un'ecatombe sul principale listino con quattordici titoli sospesi per eccesso di ribasso.
Tra i titoli guida profondo rosso per le banche che restano le maggiori vittime della crisi, con Banco Popolare che perde il 14,76 %. Male anche la Popolare Milano che scivola del 5,58%, UBI Banca perde il 5,88%,Intesa Sanpaolo del 11,28%. Nell'occhio del ciclone Unicredit, che chiude con un -5,94%. Vendite anche sugli assicurativi, con FonSai che arretra di oltre il 15,82%, Alleanza del 9,92% e Generali del 4,84%. Unipol che cede il 6,02.
Gelo sul settore petrolifero, con Tenaris che crolla del 15,42, Saipem del 15,32 ed Eni del 9,66%. Nessun segno positivo nel paniere principale, dove le perdite minori sono quelle registrate da utilities con Snam rete gas che perde l'1,46% .
Questo è quanto abbiamo appreso il primo lunedì del mese di ottobre che rischia di far collassare il sistema creditizio calabrese oltre che italiano, per la felicità del sistema bancario parallelo degli USURAI; invero quest'ultimi hanno una voglia matta di investire per istituzionalizzare il proprio "status".
Bisogna incitare i ns. governanti di preoccuparsi, nulla togliendo alle Società Big cannibalizzate dai manager senza alcuna remora nella propria condotta "libertina" con liquidazioni milionarie, anche dei Piccoli e Medi Imprenditori che quotidianamente si scontrano con una "crisi" scaturente da una "NON CRESCITA".
Inoltre gli imprenditori SERI lottano anche con un periodo di BLOCCO TOTALE nell’accesso al credito.
Dove arriveremo ??? Se continuiamo così rischiamo il collasso poiché le spese superano ampiamente le entrate, specialmente se aggiungiamo un carico fiscale asfissiante.
Distruttivo ??? Assolutamente NO !!!
Þ Eliminiamo l’I.V.A. sul Carburante, poiché esiste già l’accisa;
Þ Eliminiamo i contributi “SPRECATI” per le varie testate giornalistiche sempre più politicizzate;
Þ Eliminiamo le MAXIPENSIONI ovvero le BABYPENSIONI;
Þ I beni sequestrati alla MAFIA, oltre che assegnati a fondazioni ONLUS, servano come controgaranzia per gli istituti di credito che erogano somme a favore di soggetti usurati o schiacciati dal racket;
Questi e tanti altri pensieri sono stati scritti da soggetti dotati di un quoziente intellettivo medio; pertanto tutti possono adottarli per cercare di migliorare un mondo che rischia di collassare, per via dell’incremento del divario tra RICCHI E POVERI !!!

Borsa: inizio settimana nero, s'accoda all'Europa

(Teleborsa) - Roma, 6 ott - E' davvero un lunedì nero per Piazza Affari,che, non solo manda in fumo miliardi di capitalizzazione, ma risulta essere fanalino di coda dell'Europa.
Già in apertura gli investitori hanno mostrato una notevole sfiducia e sopraffatti da un sentimento tutt'altro che positivo, sono tornati a vendere.
I listini di Milano sono rimasti impantanati in territorio negativo, a metà riunione, sulla scia dei rinnovati spettri che aleggiano nell'aria riguardo la situazione finanziaria globale.
Lo scetticismo, infatti, prevale sugli operatori, che sembrano non aver accolto con fiducia l'approvazione da parte della Camera statunitense del Piano Paulson da 700 mld.
Intanto, neanche la notizia proveniente dalla Germania, dove il Governo ha stanziato 50 mld di euro per la Hypo Real Estate in difficoltà predisponendo, inoltre, un Piano per i depositi, sembra avere grandi effetti sui mercati.
Il clima si appesantisce ancora di più dopo l'apertura negativa della borsa di Wall Street, dove il DJ è sceso al di sotto dei 10.000 punti (soglia che non toccava da quattro anni).
Il mercato valutario intanto vede l'euro scivolare sempre più nei confronti del dollaro: il cambio euro/ dollaro si attesta ora a 1,3522. Mentre il prezzo del petrolio scende a 90,09 usd al barile.L'indice Mibtel archivia gli scambi con un tonfo dell' 8,24% a 17976, l'S&P/Mib crolla dell'8,24% a 23776, il Midex scivola dell'8,21% a 20624 punti. L'All-Star, fa meglio degli altri listini con un -5,74% a 9938 punti.
Un'ecatombe sul principale listino con quattordici titoli sospesi per eccesso di ribasso.
Tra i titoli guida profondo rosso per le banche che restano le maggiori vittime della crisi, con Banco Popolare che perde il 14,76 %. Male anche la Popolare Milano che scivola del 5,58%, UBI Banca perde il 5,88%,Intesa Sanpaolo del 11,28%. Nell'occhio del ciclone Unicredit, che chiude con un -5,94%. Vendite anche sugli assicurativi, con FonSai che arretra di oltre il 15,82%, Alleanza del 9,92% e Generali del 4,84%. Unipol che cede il 6,02. Gelo sul settore petrolifero, con Tenaris che crolla del 15,42, Saipem del 15,32 ed Eni del 9,66%.
Nessun segno positivo nel paniere principale, dove le perdite minori sono quelle registrate da utilities con Snam rete gas che perde l'1,46% .
N.D.R. - Questo è quanto abbiamo appreso il primo lunedì del mese di ottobre, dopo una settimana disastrosa.
Tutto ciò aumenta l'impossibilità di accesso al credito delle imprese e dei privati con l'intuibile gioia degli USURAI !!!
Siamo allo sfascio ma, con l'unione e la "finanza etica", possiamo arginare un problema che porterà alla DISTRUZIONE TOTALE del sistema imprenditoriale, in particolar modo quello di una Calabria splendida ma disastrata.
Inoltre è da aggiungere il "federalismo fiscale" che, se mal condotto, rischia di far collassare il sistema impresa.
A questo punto, nulla togliendo alle "Grandi Imprese" cannibalizzate dai Manager senza responsabilità alcuna ( i quali hanno abbandonato i timoni di una "nave che cola a picco" con liquidazioni milionarie), bisogna pensare un pò di più alla Piccola e Media Impresa che quotidianamente si sforza di mandare avanti un sistema che rischia di bloccarsi definitivamente.
ITALIA ... MAY DAY !!!

venerdì 12 settembre 2008

10 REGOLE PER COMBATTERE USURA E RACKET


1 - Non sottovalutare mai la prima telefonata, il primo segnale "strano", il primo passaggio dal negozio di persone sospette.
2 - Mettiti subito in contatto con le forze dell'ordine. In questa fase un contatto con le forze di Polizia può non richiedere la formale denuncia del presunto estortore, né è detto che il passaggio successivo debba essere sempre e in ogni caso la deposizione in tribunale.
3 - Mettiti subito in contatto con i tuoi colleghi, non bisogna restare soli. Se ti è stato chiesto il pizzo, sicuramente è stato chiesto anche ad altri. Rivolgiti alla tua associazione di categoria. Cerca l'associazione antiracket più vicine, e se non c'è, prova, con altri colleghi, a costituirla. Il tuo coraggio può non bastare, serve l'"intelligenza": quando si è in tanti a denunciare nessuno può essere colpito dalla rappresaglia, si è tutti più sicuri. Così è stato in oltre 10 anni con le associazioni antiracket.
4 - Collabora senza riserve con le forze dell'ordine. Chiedi che in questa fase ti sia garantito il necessario anonimato. Si possono attivare indagini per "incastrare" gli estortori, senza essere chiamati direttamente in causa: si possono trovare altre prove o i mafiosi possono essere altri reati.
5 - Quando si presenta l'estortore cerca sempre di prendere tempo, non chiudere subito la trattativa con un sì o con un no. Fai presente, ad esempio, le tue difficoltà economiche, cerca di trattare sull'importo che ti viene richiesto. Bisogna farli arrestare tutti. Non precipitare i tempi serve a fare venire allo scoperto il maggior numero di persone coinvolte per non fare arrestare solo l'ultima ruota del carro.
6 - Non fidarti dei falsi amici. Alle volte si presenta, dopo che hai ricevuto una minaccia o un danneggiamento, qualcuno che si offre per "mediare". Di solito è un altro imprenditore che già paga da molto tempo, o è un amico vero solo degli estortori. Non vuole aiutarti, vuole solo aiutare la mafia convincendoti a cedere. Quando ti dice che "tanto pagano tutti", che "in fondo si può trattare sull'importo del pizzo", "che lo Stato non è in grado di proteggere chi lavora" ed altro ancora, parla per conto della mafia.
7 - Non cedere alla paura. Se vi è l'associazione, non sei più solo. Parlare con i tuoi colleghi ti aiuta ad essere più forte. L'estortore ti appare forte solo perché tu sei impaurito e, quindi, debole. Quando subisci una intimidazione, trova la forza per resistere nella solidarietà dei tuoi colleghi. Se cedi adesso, hai caduto per sempre. Questo è il momento più delicato, devi assumerti la responsabilità più impegnativa. Mai e poi mai bisogna pagare. Non ti conviene. La tua convenienza è nella denuncia. Potrai liberamente lavorare.
8 - Se hai subito dei danni, c'è la legge antiracket che ti risarcisce. Non dimenticare che la domanda al Fondo di solidarietà deve essere fatta entro 120 giorni dal danneggiamento. La legge ti risarcisce gli eventuali danni ai beni mobili e immobili e anche il mancato guadagno.
9 - Insieme all'associazione ricerca la solidarietà dell'intera comunità. Non dimenticare che è la solitudine e l'isolamento a esporre chi denuncia. La vera protezione della tua persona è il sostegno dei cittadini, della società civile, delle istituzioni. La lotta al racket non è solo per difendere la tua azienda, ma per difendere tutta la comunità. Non avere esitazioni nel contrastare possibili sottovalutazioni del fenomeno: spiega che è sempre meglio intervenire all'inizio quando è più facile contrastare il racket. Se si lascia tempo per radicarsi occorrono poi più sforzi.
10 - Ora non sei più solo. Sarà molto difficile colpirti. Con l'associazione bisogna costituirsi parte civile nel processo penale. Con fiducia bisogna aspettare la sentenza di condanna.

lunedì 11 agosto 2008

Inflazione record: la spesa vola al 6,1%

L'inflazione non va in ferie: a luglio, per l'Istat, si è registrato un vistoso + 4,1% rispetto al 3,8% di giugno.
Siamo ai massimi degli ultimi 12 anni. La spesa di tutti i giorni, ovvero i prezzi dei prodotti acquistati frequentemente, registra un + 6,1%.
Determinante il caro petrolio: l'inflazione al netto dei prodotti energetici è al 3%, mentre l'analisi per settori dice che nei capitoli casa, acqua ed elettricità, ormai all'8,6%, la prospettiva dell'inflazione a due cifre non è così irrealistica.
Corrono anche i prezzi di trasporti, prodotti alimentari e bevande analcoliche.
Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+8,6%), Trasporti (+7,1 %) e Prodotti alimentari e bevande analcoliche (+6,3%); una variazione tendenziale negativa si è verificata nel capitolo Comunicazioni (-3,2%).